Archivi per la categoria ‘Nucleare’

LA FUSIONE FREDDA FUNZIONA

sabato, 14 giugno 2008

Fusione fredda di Yoshiaki Arata

Ce l’hanno fatta: il primo esperimento pubblico di Yoshiaki Arata di Condensed Matter Nuclear Science, meglio nota come fusione fredda è stato un successo. Poche ore fa all’Università di Osaka è stata dimostrata, di fronte a un pubblico qualificato, la realizzazione di quello che viene definito ormai “Arata Phenomena”. La prova è stata compiuta facendo diffondere Deuterio gassoso su una matrice a struttura nanometrica di 7 grammi composta per 35% di palladio e per il 65% di ossido di zirconio alla pressione di 50 atmosfere, la metà della pressione di una idropulitrice per autolavaggio. Il calore, prodotto fin dall’inizio, e cioè in concomitanza dell’immissione del Deuterio, ha azionato un motore termico che si è messo in moto cominciando a girare.
Dopo circa un’ora e mezzo l’esperimento è stato volutamente fermato per effettuare le misure della presenza di Elio-4 a testimonianza dell’avvenuta fusione. Non sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose ( l’elio-4 è inerte). L’energia riscontrata è stata circa di 100.000 Joule, equivalente grosso modo a quella necessaria per riscaldare di 25 gradi un litro di acqua ( si tenga presente la modesta quantità della matrice nanometrica, 7 grammi). Quanto all’Elio, la quantità è assolutamente confrontabile e compatibile con l’energia prodotta, ed è la firma inequivocabile dell’avvenuta fusione nucleare. Al di là delle quantità misurate, si apre ora un capitolo nuovo nella comprensione dei comportamenti e delle reazioni che hanno luogo nella materia condensata, comportamenti che sembrano differire dai modelli fin qui seguiti dalla fisica nucleare classica.
A partire da oggi inizia un’altra fase, altrettanto delicata, legata principalmente a due fatti: la ripetizione dell’esperimento con una quantità maggiore di Palladio-Zirconio per ottenere quantitativi maggiori di energia; l’estrazione dalla matrice dell’elio senza danneggiarla e poterla così riutilizzare.
Consultate questi links:
Nel 1991 Arata ha fatto una pubblicazione dove mostrava già pesanti evidenze sulla fusione:
http://ci.nii.ac.jp/naid/110001244151/en/
www.springerlink.com
Qui ci sono immagini e link dell’esperimento:
www.nextbigfuture.com
Vari link:
www.ilmessaggero.it
www.ilsole24ore.com
www.ilsole24ore.com
http://en.wikipedia.org
www.mail-archive.com
http://gizmodo.com
http://atomic-motor.blogspot.com
http://www.geocities.jp
http://www.wikio.it
http://physicsworld.com
http://newenergytimes.com
www.rainews24.rai.it
http://en.wikinews.org
http://science6.2ch.net
www.ecoblog.it
http://ci.nii.ac.jp
www.azonano.com
www.ioriocirillo.com

In questa legislatura si porrà la prima pietra per la costruzione di centrali nucleari

giovedì, 22 maggio 2008

La politica, le istituzioni e confindustria fanno comunella a favore della costruzione di nuove centrali nucleari. Per il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola sono tre le direttrici da seguire dal punto di vista energetico: diversificazione, rinnovabili-carbone pulito-nucleare, poi infrastrutture e internazionalizzazione. Per il presidente di confindustria Marcegaglia è tempo di tornare a investire nell’energia nucleare, settore dal quale ci hanno escluso più di vent’anni fa con decisioni emotive e poco meditate che hanno accresciuto la nostra insicurezza e la dipendenza dall’estero, hanno sottratto altre risorse alla crescita, hanno gonfiato le bollette elettriche di famiglie e imprese. Bene, ora vediamo la situazione del nucleare in Europa.
Il sito ECOalfabeta ha fatto un’ analisi in tal senso che qui riporto:

Centrali nucleari in Europa

Il grafico qui sopra, ricavato da dati presenti sul sito dell’ International Nuclear Safety Center, mostra la potenza nucleare installata in Europa per anno di costruzione delle centrali. Come si vede, il picco del nucleare è stato raggiunto nel 1984; dopo quell’anno, la costruzione di nuovi centrali è diminuita sensibilmente. Su un totale di 210 centrali in esercizio e 170 GW installati, solo 12 (con 14 GW) sono state costruite dopo il 1990, ; altre 13 (con 11 GW) sono in costruzione da oltre dieci anni in alcuni paesi dell’Europa orientale. Nessuna centrale è entrata in servizio dopo il 2000. A giudicare dal grafico, il nucleare non sembra avere un grande sviluppo, nè un grande futuro. Negli USA le cose vanno ancora peggio dal momento che non è stata più costruita alcuna nuova centrale dopo il 1978.
Ora guardate questi grafici relativo alla crescita delle energie rinnovabili (fotovoltaico ed eolico) nel mondo.

Crescita fotovoltaico nel mondo

Crescita eolico nel mondo

I grafici si riferiscono alla nuova potenza installata; la potenza cumulativa supera i i 6 GW per il sole e i 90 GW per il vento. Come vedete, anche in termini assoluti, la potenza delle rinnovabili non è molto lontana dal nucleare (la potenza nucleare installata a livello mondiale è di 370 GW) ; se continuano a crescere con questi ritmi, il sorpasso potrebbe avvenitre entro il 2012. Se foste degli investitori, confrontando questi grafici con quello in alto, dove mettereste i vostri soldi?

Pro e CONTRO dell’ energia nucleare

giovedì, 3 aprile 2008

Nocciolo fissione nucleare

L’energia nucleare è una fonte energetica da valutare attentamente sia negli aspetti positivi che negativi. In primo luogo è necessario comprendere il suo funzionamento. Nelle centrali nucleari l’energia scaturisce dal bombardamento dell’uranio con neutroni. Il nucleo dell’uranio si divide in due nuclei più piccoli tramite un processo detto di ‘fissione nucleare’ durante il quale si genera energia e altri neutroni che, a loro volta, continueranno a far dividere i nuclei di uranio dando luogo alla famosa ‘reazione a catena nucleare’. Durante questo processo viene emessa radioattività ad alta intensità. Gli oggetti e i metalli esposti alle radiazioni diventano essi stessi radioattivi, ossia scorie radioattive. Le scorie dovranno essere stoccate per migliaia di anni fin quando non decade il livello di radioattività. Il grado di radioattività non consente all’uomo di avvicinarsi alle scorie e, al momento, la scienza non è in grado di distruggere le scorie radioattive o di accelerare il periodi di decadimento della radioattività.
L’uranio è la materia prima delle centrali nucleari a fissione. Una minima quantità di uranio consente di produrre un’elevata quantità energia, e a differenza del carbone o del petrolio, senza emissioni di anidride carbonica (principale causa dell’effetto serra). Non esistono stime ufficiali sull’estrazione annuale di uranio. Questi dati sono coperti dal segreto militare o dal segreto di Stato.

Fin quì i vantaggi che hanno determinato lo sviluppo dell’energia nucleare nella seconda metà del novecento.

Su altri aspetti il nucleare non trova ancora valide risposte:

Il principale svantaggio del nucleare sono le drammatiche conseguenze in caso di incidente. L’epilogo di Chernobyl ha causato conseguenze globali e, ancora oggi, non si conosce il reale impatto sulla salute. Se da un lato le nuove centrali di ultima generazione garantiscono un livello di sicurezza elevato, dall’altro non si può fare a meno di pensare che anche la centrale di Chernobyl era stata considerata sicura a suo tempo.
Le scorie radioattive devono essere stoccate per migliaia di anni. Nessun paese al mondo è giunto a una soluzione definitiva di stoccaggio. In Italia, nel 2003 si fermò in protesta un’intera regione italiana per impedire la realizzazione di un deposito geologico di scorie.
La produzione di armi nucleari resta l’ultimo grande handicap. Non si può negare un legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l’industria bellica. Nel 2004 gli USA e altri paesi occidentali fecero grande pressione sull’Iran per impedire la costruzione di una centrale nucleare civile proprio per il timore che questi impianti fossero utilizzati anche per finalità belliche. Pertanto il legame tra le due attività esiste.
Il costo reale del nucleare. Da circa 15 anni nessun paese occidentale, salvo la Finlandia, ha messo in cantiere nuove centrali nucleari. Il nucleare comporta costi elevati fin dalla realizzazione degli impianti. Vanno poi ad aggiungersi i costi militari per garantire la sicurezza dagli attentati terroristici e i costi per smantellare la centrale nucleare al termine della sua attività. Tutti questi costi non sono sostenibili da un’industria privata. Lo Stato deve necessariamente intervenire a copertura delle spese aumentando tasse e imposte ai contribuenti. In breve, il basso costo dell’energia in bolletta potrebbe essere più che compensato dall’aggravio fiscale in termini di imposte.
La localizzazione degli impianti nucleari. Le comunità locali sono restie ad accettare un deposito di scorie o una centrale nucleare vicino casa.

Abbiamo considerato sia i pro sia i contro dell’energia nucleare. Volendo sintetizzare il nucleare a fissione realizzato con reattori di ultima generazione è relativamente sicuro. Resta però il problema dei costi sociali e quello della localizzazione delle centrali e del deposito di scorie. Finora nessuna soluzione sembra essere stata condivisa con i cittadini del luogo destinato ad ospitare un deposito di scorie.
Fonte Ecoage.com

Appello dei docenti e ricercatori delle Università e Centri di ricerca Italiani ai Candidati alla guida del paese, affinché vengano prese decisioni sagge e coraggiose per la politica energetica italiana

Atomiche: anche l’Italia verso il ‘first strike’?

domenica, 2 marzo 2008



Mancano meno di due mesi alla consegna al Parlamento delle firme raccolte per presentare la proposta di legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”. Due tra i promotori dell’iniziativa, Lisa Clark e Francesco Martone, fanno il punto della situazione a livello internazionale evidenziando che qualche giorno fa il Guardian ha pubblicato “i dettagli di un documento messo a punto da un gruppo di generali e Capi di stato maggiore in pensione di cinque paesi della NATO nel quale si propone che l’Alleanza integri nelle sue strategie militari la dottrina del “primo colpo” nucleare preventivo. Di fronte a minacce nuove, globali, asimmetriche, ed al rischio che paesi canaglia o gruppi terroristici possano impossessarsi di armamenti nucleari, si dice, la NATO (ovvero i paesi che ne fanno parte, Italia inclusa) dovrebbe impegnarsi a contemplare la possibilità di colpire per prima con l’arma atomica”.
di L. Clark e F. Martone

Dal sito Unimondo

Leggi tutto