
Al senato, precisamente alla Comm.ne Industria, alcuni parlamentari di entrambi gli schieramenti hanno presentato degli emendamenti alla cosiddetta “lenzuolata Bersani” avente per oggetto la tutela dei dati personali. O meglio la loro pesante limitazione.
Tali emendamenti prevedono l’esenzione da parte di tutte le aziende della predisposizione di tutte quelle misure atte alla salvaguardia dei dati personali dei dipendenti. Tali misure oggi sono previste per legge (tranne che per le aziende fino a 15 dipendenti), ma con l’approvazione degli emendamenti citati l’obbligo non vi sarebbe più.
Perché queste proposte?
Perché così le aziende risparmiano.
Non basta il risparmio derivante dal cuneo fiscale, non basta il risparmio generato dall’utilizzo barbaro dei contratti di precariato, non bastano i paradisi fiscali, le scatole cinesi dove nascondere le proprie aziende per non pagare il dovuto carico di tasse. No, tutto questo non basta! Adesso devono anche utilizzare i ns dati, farne l’uso voluto e comunicarli, utilizzarli a loro piacimento e poi distruggerli. Poi non potremmo neanche denunciarli per aver omesso le azioni necessarie alla salvaguardia degli stessi: non ne avrebbero più l’obbligo!
Se volete, vi segnalo un sito dove sottoscrivere una protesta contro questo ennesimo atto contrario alla libertà individuale e di associazione:
http://www.adunanzadigitale.org.
Piccola curiosità: tra i promotori dell’appello c’è un nostro concittadino, Arturo Di Corinto. Non sempre dobbiamo vergognarci dei Lancianesi impegnati politicamente…
Nicola Sciorilli










