
Si è aperto un nuovo teatrino per gli appassionati della sceneggiata politica italiana. Una nuova fonte di dibattito ed ispirazione per i nostri attori. La nuova creatura si chiama PPL. Forse, ma il nome lo sceglierete voi. Democrazia! Una volta ci volevano anni per affermare un’ ideologia politica e quindi di rappresentarla con un partito. Oggi i partiti politici nascono in una settimana, studiati a tavolino e finanziati da imprenditori dell’ informazione. Si cercano, o meglio si aquistano, forze anche nell’ ambito della compagine che fino al giorno prima era all’ opposizione, pretendendo di rimanere credibili a vita perchè a vita, in Italia, si occupano poltrone.
Lo ha aperto colui che di marketing politico è il più illuminato, il piccolo Silvietto, che usa la sua rete 4, abusiva nella forma attuale di trasmissione, per propagandare le sue prese per il c..o.
E’ vero che siete tutti appiccicati all’ unico schermo che conoscete?, l’ unica fonte di informazione che usate? Seguite con attenzione quello che vi comunica il nanetto insiemme alla rossa, non perdetevi la rielezione dell’ “imprenditore della politica” più prescritto d’ Europa, l’autore dell’ editto bulgaro verso l’ informazione VERA. Ma gli credete ancora? Vi sentite ancora suoi sudditi?
Quello che in realtà mi stupisce di più è che c’è ancora gente che spende un euro per acconsentirlo! Questo vale anche per l’ euro speso per Veltroni.
Io non solo non spenderei (e non ho speso) nemmeno un centesimo di centesimo per questi pseudo referendum, ma vi chiederei anche i danni per le nefandezze che avete prodotto fin’ ora, e non di certo utilizzando l’ ultima invenzione di questo sporco governo, la class action all’ ITALIANA, publicizzata come una importantissima forma di demoscrazia verso i consumatori. Ma andate a cagare. Avete ancora il coraggio di riempirci di idiozie?
La risposta evidentemente è si!
Ed è si, purtoppo, anche perchè una grande parte degli italiani vive ancora sotto la cappa della loro pigrizia verso l’ informazione, la cultura e l’ obbiettività politico-sociale, dove i nostri dipendenti trovano terreno fertile.
Siamo quelli che leggono meno in Europa, quelli che usano meno internet e i computer. Ma diciamolo pure, siamo i più IGNORANTI.
Perchè non impariamo dai francesi che attualmente stanno scioperando da tutte le parti, come hanno sempre fatto, a OLTRANZA, e proprio contro colui che hanno osannato fino ad un mese fa. Non come i nostri piccoli sindacalisti che autorizzano scioperi di 8 ore il venerdì e il lunedi a recuperare il lavoro perso. Ma che sciopero è? Quale disagio si provoca? Se uno sciopero non crea disagio non serve a un c…o! Non verrà ricordato da nessuno.
Ma il teatrino va avanti, distogliendo puntualmente l’ attenzione dai veri problemi che già conosciamo. Spero! Questa è la politica del prescindere, la politica delle fusioni e dei separati in casa, la politica del quando c’eravate voi e quando c’eravamo noi. La politica dell’ inciucio e delle menzogne spudorate. Ma cazzo! non è mai la politica del mea culpa e dalla concretezza dei FATTI!
Massimo di Mario









