Archivio di novembre 2008

Le felicitazioni di Berlusconi ad Obama. Non resta che l’interdizione

venerdì, 7 novembre 2008

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Il presidente della Repubblica Francese, Nicolas Sarkozy: ”A nome di tutta la popolazione francese, le faccio le mie più calorose congratulazioni. La sua brillante vittoria premia l’impegno instancabile verso la popolazione americana”.

Il leader del movimento anti-apartheid ed ex presidente del Sudafrica, Nelson Mandela: "La tua vittoria ha dimostrato che nessuna persona al mondo deve aver paura di sognare di voler cambiare il mondo in un posto migliore. Siamo sicuri che finalmente realizzerai il tuo sogno di rendere gli Stati Uniti d’America pieno partner di una comunita’ di nazioni impegnata nella pace e nella prosperita’ per tutti".

Il capo di Stato Vaticano, Joseph Ratzinger: "Dio illumini Barack Obama nella sua grandissima responsabilità. I migliori auguri di poter rispondere alle attese e alle speranze che si rivolgono verso di lui, anche per quanto riguarda il rispetto dei valori umani e spirituali essenziali. Pregherò per lui perchè possa costruire un mondo di pace, di solidarietà e giustizia".

Primo ministro australiano, Kevin Rudd: "Quarantacinque anni fa Martin Luther King aveva unsogno, un’America in cui uomini e donne non sarebbero più state giudicate per il colore della loro pelle ma per il contenuto del loro carattere. Oggi quello che ha fatto l’America è trasformare quel sogno in una realtà".

Il premier spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero: "L’elezione alla presidenza americana del democratico Barack Obama rappresenta un trionfo portatore di speranza e fiducia. In occasione della sua straordinaria vittoria elettorale, desidero esprimerle le mie più vive felicitazioni a nome del governo e del popolo spagnolo”.

Il presidente della Federazione Russa, Dmitry Medvedev: "Mosca spera che l’elezione di Barack Obama porti a un nuovo respiro nei rapporti bilaterali. Non abbiamo problemi col popolo americano, non c’è qui un antiamericanismo congenito. Speriamo che i nostri partner e la nuova amministrazione statunitense facciano una scelta a favore di rapporti più validi con la Russia".

Il presidente venezuelano, Hugo Chavez: "Congratulazioni a Barack Obama per la sua storica elezione, speriamo di stabilire nuove relazioni con gli Stati Uniti e rilanciare un’agenda bilaterale costruttiva per il benessere dei due popoli".

Il primo ministro pachistano, Yousuf Raza Gilani: "La vittoria di Obama promuoverà la pace".

Il premier indiano, Manmohan Singh: "Congratulazioni a Barack Obama per la straordinaria vittoria, si deve ritenere invitato a visitare l’India alla prima opportunità".

Il Presidente del Kenya, Mwai Kigaki, ha dichiarato festa nazionale per la giornata di domani in onore della vittoria storica di Barack Obama alle presidenziali Usa.

Il ministro degli esteri israeliano, Yigal Palmor: "La vittoria di Barack Obama nelle presidenziali Usa è uno splendido esempio di democrazia dato dagli Stati Uniti al mondo. Ambedue i candidati alle elezioni erano veri amici dello stato ebraico".

Il primo ministro britannico, Gordon Brown: "Felicitazioni al presidente Barack Obama. Saluto i valori progressisti e la visione per il futuro".

Il presidente cinese, Hu Jintao: "Congratulazioni sincere a Barack Obama".

Il premier giapponese, Taro Aso: "Congratulazioni al presidente Obama. Prometto di rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti, che costituiscono il principale alleato del Giappone".

Il presidente afghano, Hamid Karzai: "Barack Obama porterà il mondo in una nuova era".

Il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso: "Gli Stati Uniti sotto la sua direzione si uniscano all’Europa per condurre verso un ‘New Deal’ il mondo".

Il segretario della Lega Araba, Amr Moussa: "Ci aspettiamo cambio politica. La vittoria di Barack Obama è storica per il Medio Oriente e speriamo che il neopresidente provi a essere un mediatore onesto perché abbiamo bisogno di un cambiamento della politica di Washington nella regione".

L’alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza della Ue, Javier Solana: "Vittoria storica. Obama è stato eletto su una piattaforma di cambiamento e questa è una cosa benvenuta".

Primo ministro italiano, Silvio Berlusconi: "Cercherò di aiutare i rapporti fra Russia e Usa dove sono arrivate alla guida delle giovani generazioni e non vedo difficoltà per Medvedev ad instaurare buoni rapporti con Obama che è anche bello, giovane e abbronzato".

Di Benny Calasanzio, tratto dal sito di Salvatore Borsellino www.19luglio1992.com

Barack Obama 44/mo presidente degli USA

mercoledì, 5 novembre 2008

Obama presidente

Mentre in Italia si sparla di fascismo e comunismo, mentre la P2 va in televisione e alla presidenza del consiglio, mentre si votano persone ultrasettantenni, l’America si sceglie un uomo di colore, democratico, giovane, energetico come suo rappresentante. Barack Obama stravince, con il voto dei giovani, con la voglia di cambiare, contro anni di disastri dell’era repubblicana sotto il controllo di Bush e in Italia qualcuno già sta piangendo dopo aver sostenuto il capitalista-eroe-repubblicano McKain insieme alla signora armata che ama la caccia e il petrolio. I cittadini americani hanno dimostrato grande intelligenza e partecipazione nel decidere le loro sorti togliendo la propria nazione dalle mani di quei pazzi, quando gli italiani faranno altrettando? Quando l’Italia si incazzerà veramente, quando dimostreremo concretamente di voler cambiare?

Primo discorso da presidente – part. 1

Primo discorso da presidente – part. 2

Dossier sul Centro Oli di Ortona

lunedì, 3 novembre 2008

Raffineria Viggiano
Foto panoramica della valle dal belvedere di Viggiano

E’ ormai nota la notizia della costruzione di un imponente centro di prima raffinazione del greggio estratto dalle colline ortonesi. Il proggetto rientra in un piu’ ampio disegno governativo che vorrebbe l’entroterra abruzzese adibito a risorsa da sfruttare per l’estrazione di petrolio e discarica per i rifiuti industriali. Si e’ cominciato a parlare a tal proposito di “petrolizzazione dell’Abruzzo”. L’obiettivo energia portato avanti dall’ex presidente della Regione Del Turco in ossequio con le direttive governative che stabiliscono in un documento che Abruzzo e Basilicata sono regioni adibite alla produzione di energia fossile, da il via libera alla costruzione di raffinerie, pozzi e oleodotti per il 35% del territorio abruzzese coperto da permessi estrattivi.

L’attuarsi di questa politica ha dato gia i suoi buoni frutti. Basta volgere lo sguardo alla discarica piu’ grande e pericolosa d’Europa, quella di Bussi.

Qui convergono diversi insediamenti che ospitano tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dai petrolchimici e dalle industrie chimiche di tutta Italia che hanno provocato l’immissione di grossi quantitativi di sostanze tossiche nelle acque del principale fiume della regione, rendendolo un coacervo di veleni, compromettendo l’utilizzo stesso di quell’acqua. Anche qui la vicenda non manca di risvolti allarmanti.

Silenzio, disinformazione e totale copertura da parte di politici, enti e media su una gravissima emergenza ambientale.

Rimaniamo in provincia di Chieti. Ortona. I dubbi sul progetto di costruzione degli impianti sono molti. E come non averne difronte alle tante omissioni nella relazione tecnica dell’Eni, che non ha specificato il sistema di trasporto, il sistema di trasformazione dei gas estratti, le sostanze che verranno utilizzate, i dettagli sulla rete, il fabbisogno idrico, lo smaltimento dei rifiuti e l’esistenza o meno di eventuali fasi nocive di lavorazione degli oli estratti. Nonostante questo, la giunta regionale tra il 4 e il 27 aprile 2007 approva l’impresa, con una tanto inusuale quanto sospetta velocita’.

Se da un lato la procura di Chieti il 29 gennaio 2008 apre un’inchiesta sull’intera vicenda avviando un lungo lavoro di indagine, per stabilire se la contestatissima procedura amministrativa fosse “pulita”, dall’altro cominciano ad essere organizzate una serie di dimostrazioni e contestazioni al progetto.

Ma il consiglio comunale ortonese emette una richiesta per l’abrogazione della legge regionale, faticosamente approvata, che andava a bloccare la costruzione del Centro Oli fino al 31 dicembre 2008, minacciando a gran voce di rivalersi con azioni legali nei confronti dei residenti della zona, singoli cittadini e comitati spontanei sorti nel corso dell’ultimo anno in difesa del proprio territorio.

L’ intento di deturpare la regione dei parchi non ha tregua: se il progetto del centro oli rimarra’ congelato fino al nuovo anno, vanno avanti invece i lavori nei pressi del porto di Ortona per l’installazione di alcune piattaforme semisommergibili, destinate all’estrazione di idrocarburi e di gas naturale.

Viene spontaneo a questo punto fare riferimento alla Basilicata dove a distanza di 15 anni, dall’insediamento dell’ENI per l’estrazione del petrolio, appaiono a tutte e tutti gli effetti devastanti di quell’impianto che non porta ricchezza e non risolve il problema del lavoro.

Il ricorso al T.A.R. del WWF, che chiedeva la sospensione dell’iter per la costruzione del Centro Oli ad Ortona , viene giudicato “sbagliato e inammissibile”.

Nelle poche righe della sentenza, il T.A.R. afferma testualmente che l’interesse energetico e’ di pari valore (se non superiore) alla salute pubblica. Che quest’ultima fosse da sempre ostaggio degli interessi economici e politici e’ una verita’ senza tempo, ma averlo affermato in una sentenza e’ un ulteriore conferma del ruolo servile dei tribunali di stato nonche’ di una sempre piu’ diffusa visione dell’ambiente e dei territori solo in termini di profitto.

L’ENI festeggia, e il vero fine della classe politica che ha votato per la costruzione del Centro Oli, e’ svelato ancora una volta.

Anche i sindacati confederali al gran completo [CIGL CISL UIL] fin dall’inizio si sono schierati al fianco di Confindustria ed ENI, sperando di convincere gli abruzzesi dell’enorme opportunita’ offerta da questa infrastruttura in termini di posti di lavoro e ricchezza economica, oltre ad offrire parole senza base scientifica per rassicurare sulla salute di tutti.
(continua…)