Archivio di gennaio 2009

Resistere, reagire, informare

giovedì, 29 gennaio 2009

Manifestazione in Piazza Farnese a Roma in appoggio al procuratore di Salerno Luigi Apicella

Intervento di Salvatore Borsellino

Intervento di Antonio di Pietro

Si è conclusa la manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale dei familiari delle vittime della mafia per la giustizia e a sostegno di Luigi Apicella. Pubblico il video e il testo del mio intervento, che ho diviso in capitoli per facilitarne la lettura:

(continua…)

Dove sono finiti i 16,6 Mld di euro dei fondi CIPE?

domenica, 25 gennaio 2009

Fonte: Abruzzo24ore.tv

La promessa non mantenuta del Presidente Berlusconi

Dopo l’ironia, le domande…

Pubblichiamo i link dell’inchiesta fatta da Byoblu (aka Claudio Messora) nella quale chiede conto della promessa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sullo stanziamento di 16,6 miliardi di euro dei fondi CIPE per ristrutturare, velocizzare ed ammodernare la viabilità abruzzese con particolare attenzione della Roma-Pescara.

Infatti durante la visita a Chieti del 12 dicembre 2008 il Presidente Berlusconi, in un preciso passaggio del suo discorso, prometteva di far approvare ben 16,6 MLD di euro di stanziamento dal CIPE, poi in realtà il 18 dicembre durante la riunione dello stesso Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ne vengono approvati solo 7,3 dei quali però nessuno va alla nostra regione.

Ci vogliamo unire “ufficialmente” alla voce di Byoblu (del quale per altro abbiamo sempre apprezzato il lavoro giornalistico) per chiedere al neo Presidente Gianni Chiodi di farsi portavoce del malessere di migliaia di cittadini che ci hanno letteralmente intasato le caselle di posta elettronica che si chiedono dove siano finiti questi fondi e se la situazione sarà recuperabile.

Nei prossimi giorni ci impegnamo a fornirvi ulteriori approfondimenti e commenti dei principali attori di questa querelle, il Presidente Chiodi, il neo assessore ai trasporti e viabilità Giandonato Morra e perchè no, anche voci dell’opposizione del nuovo Consiglio Regionale, convinti che la voce dei lettori possa esser amplificata e risultare “più chiara” attraverso le nostre pagine.

ndr. A margine della notizia vogliamo fare una precisazione, riteniamo, infatti, che parlare di ricatto elettorale, concussore elettorale o altro sia decisamente troppo grave per la nostra democrazia, se come Byoblu dice per delle molestie ci deve essere un molestatore allora per un ricatto ci deve essere un ricattatore e noi riteniamo gli italiani in grado di scegliere i propri rappresentanti senza dover cedere a ricatti di sorta, pensiamo che la nostra Repubblica debba esser rispettata, come va rispettato il voto di tutti senza forzare stereotipi di voto di scambio di nessun genere. Solo nel rispetto del proprio avversario si può vivere e competere serenamente, con vantaggio di tutti quindi invitiamo comunque ad abbassare i toni della polemica, gli abruzzesi non hanno votato Chiodi per le promesse di Berlusconi, come non hanno votato Costantini per quelle di Di Pietro, gli abruzzesi hanno votato secondo coscienza in libere elezioni.

Les Echos, “Merci Silvio” – I francesi ringraziano del buon affare Alitalia

venerdì, 16 gennaio 2009

da Il Sole 24 Ore di mercoledì 14 gennaio 2009

«Merci Silvio» titola Les Echos: i francesi ringraziano il premier Silvio Berlusconi per avere impedito in aprile un’acquisizione ben più onerosa per Air France-Klm. Ora – sottolinea il quotidiano economico e finanziario d’Oltralpe – la compagnia franco-olandese fa un affare migliore, spende meno e ottiene «l’essenziale»: «con questa partecipazione del 25%, la compagnia franco-olandese si assicura posizioni di rilievo sul quinto mercato aereo europeo, uno dei più redditizi».

Nell’editoriale «Grazie Silvio», François Vidal riassume i vantaggi dell’accordo per Air France-Klm. Avrà accesso prioritario a un serbatoio di oltre 24 milioni di passeggeri, 11 milioni dei quali viaggiatori internazionali. Con Roma Fiumicino, ottiene un nuovo “hub” complementare a Parigi e Amsterdam. Taglia l’erba sotto i piedi di Lufthansa, «che sarebbe stata ben felice di dar vita a una dorsale Berlino-Vienna-Milano». Nella corsa alla supremazia, il gruppo prende anche in contropiede British Airways, che fatica a concludere la sua alleanza con la spagnola Iberia». Inoltre, dal 2013 Air France Klm potrà aumentare la sua partecipazione in Alitalia e costituire così «un vero insieme paneuropeo integrato».

«Non male per un’operazione il cui prezzo, 300 milioni, resta tutto sommato ragionevole», scrive Les Echos. «Ci si può persino chiedere se Silvio Berlusconi non ha reso un insigne servizio ad Air France-Klm nell’aprile 2008, quando ha fatto fallire il progetto di acquisto di Alitalia per 1,5 miliardi di euro in nome dell””italianità”. Dopo tutto, la compagnia con la quale si è fidanzata Air France-Klm ha già operato buona parte della sua ristrutturazione. Non è più il vettore malato che perdeva 1 milione di euro al giorno, ma un gruppo depurato dai suoi debiti e rafforzato dopo la fusione con il suo rivale Air One».

Qualche problema c’è: «Restano, certo, da gestire le relazioni con i sindacati e i particolarismi regionali». Ma nei cinque anni dalla sua creazione il gruppo franco-olandese «ha dimostrato di sapere gestire questo genere di incognite».

Il sito Internet di Les Echos è fitto di commenti e analisi sul «feuilleton» Alitalia. Sulla home page, il giornale sottolinea che entrando in Alitalia Air France-Klm rafforza il suo dispositivo europeo. «Alitalia ridecolla con Air France-Klm come primo azionista».

Con 323 milioni di euro, il gruppo franco-olandese «consolida le sue posizioni»: fa prima di tutto un «investimento difensivo», che a medio termine ha buone chance di diventare un buon affare. Consolidando i legami con Alitalia, prende due piccioni con una fava: difende i suoi interessi commerciali in un mercato chiave e dà un duro colpo alle ambizioni di Lufthansa in Italia.
In un editoriale intitolato «Capitani coraggiosi», Les Echos apprezza la migliore ripartizione dei rischi dell’attuale intesa. «Fare ridecollare la fenice dei cieli europei costerà ai franco-olandesi cinque volte e mezzo di meno nell’Italia di Silvio Berlusconi che in quella di Romano Prodi». È un accordo dove vincono tutti, poiché i «capitani coraggiosi» dell’industria italiana volati in soccorso di Alitalia ottengono, grazie alla fusione con Air One, «una valorizzazione del nuovo insieme superiore del 18% a quella di quattro mesi fa e di nove volte superiore a quella che Air France offriva in marzo». Con il 25% del capitale e tre posti in Cda, Pierre-Henri Gourgeon, il nuovo capo del gruppo, non avrà il timone, ma «allontana Lufthansa da una preda inestimabile». Ma dovrà fare attenzione alle zavorre: «la quota-parte di sei mesi di perdite Alitalia nel 2008 sarebbe bastata ad assorbire la metà dell’utile semestrale di Air France». Che sia «un affare migliore per il gruppo franco-olandese» lo dice anche Yann Derocles, analista di Oddo Securities intervistato da Les Echos. Potrebbe essere un buon affare «anche se non genererà sinergie nuove prima di tre o quattro anni, tenendo conto dei legami già esistenti tra Air France e Alitalia».